.

i-free
dove le idee sono realmente libere

SPORT
13 marzo 2009
McLaren, prestazioni al palo

Se la conferma arriva da Martin Whitmarsh, beh allora in casa McLaren è proprio vero che la monoposto per il 2009 non va come era lecito attendersi. L’analisi degli ultimi test da parte di Whitmarsh conferma che, quando i Team di testa giravano sul passo del minuto e 20 o anche minuto e 19, la McLaren lottava per tirare fuori un buon passo dalla vettura con la nuova ala posteriore. I tempi sono stati così desolanti che il distacco medio sul passo è stato anche superiore a 2,5 secondi per giro. Whitmarsh afferma anche che i primi test dell’anno svolti con la specifica intermedia 2008/2009 del pacchetto aerodinamico erano andati nella direzione che si aspettavano in quella fase di sviluppo. Questa settimana, invece, la configurazione aerodinamica era nuova, come già pianificato da tempo, e si è verificato una caduta nelle prestazioni che stanno cercando di risolvere. Addirittura, Withmarsh ha dichiarato che al momento la McLaren non è in grado di lottare per la vittoria e per il Mondiale, in ogni caso non sono sugli standard elevati che competono al Team. Gli sviluppi prossimi di Jerez si misureranno con i tempi sul giro, e probabilmente la vettura non sarà veloce come atteso per il GP d’Australia. Norbert Haug ha dichiarato che il programma test andrà alla ricerca di maggiore carico aerodinamico, comunque, ciò richiederà diverse gare per avere un evidente miglioramento.


da www.grandprixnews.blogspot.com

SPORT
12 marzo 2009
Barcellona, test partenza KERS

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test ferrari mclaren barcellona uno formula kers

permalink | inviato da i-free il 12/3/2009 alle 14:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SPORT
12 marzo 2009
F1 - Test Barcellona, quarta giornata
Alle 13,15 i tempi della mattinata erano i seguenti:

Rosberg (Williams) -1:19.774
Barrichello (BrawnGP) -1:19.971
Vettel (Red Bull) -1:20.678
Massa (Ferrari) -1:20.702
Kubica (BMW-Sauber) -1:20.740
Glock (Toyota) -1:20.928
Buemi (Toro Rosso) -1:21.013
Alonso (Renault) -1:21.045
Fisicella (Force India) -1:21.276
Hamilton (McLaren-Mercedes) -1:21.717

partenza ritardata stamane a causa di nebbia sul circuito, pochi giri per Hamilton che chiude la graduatoria.

Classifica della giornata:
1.Barrichello (BrawnGP)-1:18.926 - 110 giri
2.Rosberg (Williams)-1:19.774- 120 giri
3.Glock (Toyota)-1:20.091- 127 giri
4.Vettel (Red Bull)-1:20.576 - 82 giri
5.Alonso (Renault)-1:20.664- 62 giri
6.Massa (Ferrari)-1:20.677- 92 giri
7.Kubica (BMW-Sauber)-1:20.740- 133 giri
8.Hamilton (McLaren-Mercedes)-1:20.869- 70 giri
9.Buemi (Toro Rosso)-1:21.013- 62 giri
10.Fisicella (Force India)-1:21.045- 138 giri
11. S. Bourdais (Toro Rosso STR04)-1:21.629- 27 giri

Ancora una volta è stata la Brawn GP la sorpresa in pista, al mattino Barrichello ha simulato un GP su 66 tornate, dimostrando l’affidabilità della vettura e le ottime prestazioni su tre stint. Al pomeriggio il brasiliano si è dedicato a prove in assetto da qualifica, realizzando il miglior tempo. Il team si unirà a Williams, Renault e McLaren la prossima settimana a Jerez. In casa Williams, Rosberg per il secondo giorno consecutivo ha lavorato sul set-up e gli ultimi affinamenti per il GP d’Australia: totale giri completati, 120 con il secondo miglior tempo. Nei quattro giorni, la Williams ha coperto 1797 km. Adesso il Team si sposterà a Jerez la prossima settimana dove proverà ulteriori pezzi per Melbourne. Per la McLaren, sessione di test ancora non soddisfacente, miglior tempo di Hamilton 1:20.869 con la giornata trascorsa a ricercare ancora il miglior assetto prima di trasferirsi a Jerez: dai test invernali e dalle prove spesso fatte con l’aerodinamica posteriore in configurazione 2008 sembra confermare le difficoltà di generare carico al posteriore. Alla BMW la mattinata è trascorsa simulando un Gran Premio, per poi dedicarsi al pomeriggio ad ulteriori affinamenti sul setup: miglior tempo di giornata 1:20.740; Willy Rampf ha dichiarato che la squadra ha lavorato in maniera molto produttiva, migliorando ulteriormente il KERS e confermando la buona affidabilità raggiunta visti i due GP simulati da Heidfeld e Kubica, rispettivamente Martedì e oggi.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test ferrari barcellona brown gp uno formula kers brawn

permalink | inviato da i-free il 12/3/2009 alle 14:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
finanza
13 novembre 2008
A chi invoca più centralità da parte delle Banche Centrali

In tempo di crisi è ovvio che tutti si improvvisino economisti della prima ora o portatori di verità sacre, mi è capitato di sentire alcune “grandi verità” che mi hanno fatto pensare, e non poco. Forse è bene chiarire qualche elemento, soprattutto per coloro i quali invocano una sempre maggiore centralità e rilevanza delle Banche Centrali (FED, FMI, BCE). Giusto per schiarire le idee a chi legge, mi prendo il compito di illustrare sommariamente ciò che significherebbe incrementare la centralità e importanza delle Banche Centrali, forse perché non si sa quale sia oggi il loro potere. Prendiamo il caso del piano Paulson, che ha stabilito una immissione di liquidità pari a oltre 700 miliardi di dollari. Bene, per immettere questa nuova liquidità (=soldi) sul mercato cosa si fa? Si chiede alla FED (la Banca Centrale Americana) di stampare denaro per un equivalente di 700 miliardi di dollari, che verranno dati in cambio di altrettanta carta che, di per se, non ha alcun valore: buoni del tesoro (=promesse di pagamento) per un uguale ammontare. Trasferiti i 700 miliardi di dollari, forse sarebbe bene esemplificare usando una cifra minore, diciamo che 700 miliardi di dollari equivalgono a 10 unità; bene, queste 10 unità vengono depositate non per intero su un “conto” bancario, bensì restano per una parte uguale al 10%. Ecco, secondo il sistema delle riserve frazionarie, un prestito di 10 unità di denaro deve essere depositato e presente materialmente per il 10% del suo valore. Quindi, nell’esempio delle 10 unità di denaro, diciamo che 1 unità sarà bloccata e presente sul conto bancario del richiedente il prestito. Le restanti unità di denaro (nove), verranno utilizzate per la concessione di ulteriori prestiti, sempre tenendo conto della regola del 10% della riserva frazionaria. Pertanto, alla fine dei giochi, il prestito originario di 10 unità di denaro emesso della Banca Centrale in cambio di promesse di pagamento (=carta straccia) del Governo si moltiplicherà essendo state utilizzate le restanti 9 unità tolta la riserva frazionaria per concedere ulteriori prestiti. Quindi, considerando ogni passaggio con un prestito del 10% su 10 unità di denaro, si avranno 9 passaggi che porteranno il prestito iniziale di 10 unità (=700 miliardi di dollari nell’esempio Paulson) a 19 unità. Capito questo passo, c’è di più… Il denaro prestato non sarà restituito alla pari, cioè 1:1, bensì avrà sulle proprie spalle un interesse. Capite bene, con un po’ di intuito, che se devo restituire 19 a fronte di 10 chiesti, ci saranno 9 che non avrò personalmente, se ci aggiungete poi gli interessi capite come sia materialmente impossibile l’estinzione di tutti i debiti presenti al Mondo. Difatti, senza calcolare gli interessi, se tutti restituissero i propri debiti (quando dico tutti intendo proprio ogni vivente sulla faccia della Terra) non avremmo più moneta circolante, essendo rientrata tutta nei forzieri dai quali è uscita (=Banche Centrali). Capito il grande inganno della circolazione della moneta, c’è un altro aspetto che illumina e lascia capire come sia impensabile e stupido propagandare un maggiore intervento e centralità delle banche centrali. Tutto il circolante in denaro esiste materialmente solo per il 3%, il 97% residuo è digitale (=su computer). C’è di più, il circolante immesso genera un circolo inflazionistico, cioè a dire, maggiore presenza di liquidità maggiore possibilità di pagare, quindi aumento dei prezzi. Tuttavia, non c’è un aumento dei servizi e delle prestazioni, bensì c’è un mantenimento dei servizi con un loro aumento nel prezzo, il che si traduce in una perdita di potere d’acquisto (=dove prima pagavo 10 oggi pago 12,50 per avere la stessa cosa). Ecco, senza dilungarmi in ulteriori analisi, sarebbe bene che prima di parlare, gli esponenti politici, sociologi, stupidi della prima ora, showman e chicchessia, andassero a leggere ciò di cui stanno parlando. Si eviterebbe di fare cattive figure. Fortuna loro che non c’è, ahimè, l’interesse a conoscere certi fatti.

FP


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. crisi inflazione banche centrali fed paulson

permalink | inviato da i-free il 13/11/2008 alle 20:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
finanza
13 ottobre 2008
La strada da intraprendere
 

Le prime risposte dei mercati sono più che positive, certamente occorrerà attendere l'andamento della settimana per capire quanto sia merito del piano congiunto dei Paesi della zona Euro e quanto, invece, il salto  odierno sia stato un rimbalzo fisiologico dopo il terrore di giovedì e venerdì scorsi. Un dato appare comunque incontestabile: è essenziale che l'UE faccia un passo ulteriore rispetto a come è stata pensata sino ad oggi. Il meeting di sabato e domenica ha dimostrato che solamente con azioni che impegnino vicendevolmente gli Stati membri (seppure con modalità operative parzialmente differenti, per meglio aderire alle esigenze internet) si può efficacemente impegnare la zona Euro e prendere decisioni che siano efficaci ed effettive. Gli organi comunitari vanno ripensati alla luce di questo risultato positivo, che il mercato ci dirà quanto merito avrà avuto, in primis rendendo più incisivo il Parlamento Europeo, che deve diventare vero luogo di discussione e non semplice congresso di ratifica delle decisioni della Commissione. Venendo al piano anti-crisi, appare subito positivo il fatto che i mercati abbiano reagito positivamente al contrario di quanto avvenuto negli USA nei giorni immediatamente successivi al piano Paulson; piano che è stato certamente mal congeniato e inferiore come obiettivi rispetto a quello preparato dai membri di Eurolandia. La grave mancanza del piano Paulson è stata quella di non prevedere un obbligo di ristrutturazione per i soggetti che beneficiavano del denaro pubblico, oltre al fatto di non distinguere caso-per-caso l'intervento sul singolo gruppo. Si è detto, qui ci sono 700 miliardi di dollari, prendete e mangiatene tutti. Non va bene, è chiaro. Il mercato per funzionare deve potersi fidare delle decisioni che la politica prende, ed è ovvio che (specialmente su quel lato dell'Atlantico) non si possa accettare un "paternalismo" di Stato che salvi tutto e tutti. La logica del mercato vuole che si faccia distinzione e si premi chi ha ben operato e magari necessita di un aiuto, mentre non accetta che i soggetti che male hanno operato possano beneficiare indistintamente e senza clausole di salvataggi di massa. Oltretutto il timore è stato quello di non vedere ristabilito l'ordine della indipendenza delle banche dal tesoro americano, una volta passata la buriana. Il piano domenicale salva europa ha, invece, previsto degli interventi mirati, finalizzati e articolati in maniera dettagliata: direi su misura. Vedremo se questa settimana porterà un pò di tranquillità, sempre considerando che è il mercato che in questi casi ha la necessità di espellere (=fallimento) quei soggetti che lo hanno portato al collasso trainandosi gli altri titoli del settore.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. crisi paulson vertice g7 borsa mercato fallimento banche

permalink | inviato da i-free il 13/10/2008 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ECONOMIA
19 settembre 2008
Alla fine, la cosa più giusta
 Della vicenda Alitalia se ne parla, spesso tanto, male, a sproposito, da oramai 2 anni. Una crisi iniziata da lontano e che sembra avrà la sua conclusione "naturale" in questi giorni. Partiamo da un presupposto di fondo che è precondizione necessaria per iniziare un qualunque discorso nel merito della vicenda attuale: la cattiva, pessima direi, gestione del management in questi mesi. E' infatti inconcepibile che si possa avere una struttura direttiva che percepisce compensi multimilionari senza apportare alcun beneficio o miglioramento alla situazione finanziaria/industriale della realtà nella quale operano. Sono state le distorsioni dettate da queste logiche di arricchimento personale a scapito di una società che si sapeva essere virtualmente infallibile grazie al presunto sostegno statale ad aver generato il caos nel quale è precipitata la (probabilmente) ex compagnia di bandiera. Una politica di trasparenza avrebbe voluto che i compensi auto-attribuiti dagli stessi manager che li avrebbero percepiti sarebbero dovuti passare al vaglio quantomeno di una commissione autonoma interna al CDA con il compito di valutare la congruità dei compensi. E' evidente poi che le iniezioni di denaro pubblico hanno avuto come unico risultato quello di prolungare questa agonia che non ha motivo di esistere: la compagnia sarebbe dovuta fallire, al pari di qualunque altra società, e ricostruire ex novo una struttura efficiente, moderna, dedicata ad un nuovo core-business (magari quello dei collegamenti di breve raggio i c.d. point-to-point). Perchè non è scritto in nessun libro sacro che ogni Stato debba avere la propria compagnia all-inclusive che faccia rotte internazionali, locali, e magari cargo. Si può benissimo vivere di semplici, razionali e fruttuosi collegamenti punto a punto sul territorio interno. Quello che si è cercato di fare poi con la cosiddetta cordata (che adesso sembra sia stata buona a fornire quella corda utile ad impiccarsi ad Alitalia) ha dell'incredibile. Sino a pochi mesi fa, proprio il Sole 24 ore pubblicava un articolo in cui si portavano alla luce i problemi di quella AirOne di Carlo Toto che avrebbe dovuto partecipare insieme ad Intesa (!) al salvataggio (presunto) di Alitalia. Ebbene, una compagnia AirOne con la propria flotta (da quanto emergeva dalla notizia data mesi fa da Il Sole 24 Ore) indebitata a causa degli aeromobili non completamente pagati avrebbe dovuto acquistare Alitalia in società con una Banca che verosimilmente sarebbe stata al contempo Socio e creditore di un medesimo soggetto. E' evidente si sia voluta fare una manovra per percepire i benefici che sarebbero derivati dall'acquisizione della parte che produce utili del business Alitalia, accollando allo Stato quella parte di Alitalia che, invece, costituiva il problema reale. Ecco, fintanto che queste logiche che puntano all'estrazione di benefici privati da una situazione di controllo non avranno fine, il caso Alitalia non avrà soluzione e saranno sempre maggiori i problemi di società nelle stesse situazioni, cioè dove il management, anzichè apportare miglioramenti sul piano industriale e finanziario bada piuttosto a garantirsi compensi multimilionari, persino in caso di licenziamento. E che arrivino pure gli stranieri, se questo serve a dare un minimo di serietà ed onestà nella gestione si simili situazioni!

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alitalia airone intesa cai

permalink | inviato da i-free il 19/9/2008 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SPORT
3 settembre 2008
Commistioni tra sport...
 

Se solo i 194cm di Sua Velocità Usain Bolt riuscissero a entrare nell'abitacolo della F2008, ci sarebbe di che divertirsi: l'uomo più veloce (a piedi) nell'auto più veloce (a motore). Magari riuscisse a stare in quella con il numero 1 sul musetto, che quest'anno sembra proprio non volerne sapere di mostrare la sua classe e velocità. Perchè se è vero, come non lo è difatti, che Raikkonen non ha mai amato veramente la F1 (parole di Sua Eccellenza Bernie Ecclestone) è invece inconfutabile che troppe volte quest'anno Kimi è apparso svogliato e senza quella fame fondamentale per dominare in pista. Tutta un'altra storia, appunto, rispetto a quel Bolt che, non pago degli ori olimpici e dei record mondiali a Pechino continua ad impegnarsi, divertire, vincere anche nei meeting - d'accordo sono sempre molti soldi in ballo, il che non guasta - post olimpici. Non credo alle voci che parlano di un Raikkonen che si ritira nel 2009, semmai sembra svuotato di motivazioni, quelle che l'illustre predecessore, Re Michael Schumacher, trovava anche nelle gare di go kart a Gennaio a Madonna di Campiglio. Non è nemmeno una questione di sudditanza verso Massa che, sia ben chiaro, è un ottimo pilota ma certamente non il cannibale-mangia-mondiali che si vorrebbe credere. Le prospettive future, sperando intanto che questo titolo 2008 resti a Maranello, le vedrei rosee se indirizzate verso un terzetto di papabili ai due sedili della Rossa. I candidati più qualificati, e raggiungibili, sarebbero cerrtamente Alonso (prima che venga colpito da sindrome di Villeneuve - figlio), Kubica (che quest'anno ha dimostrato una costanza di rendimento che garantisce la sua maturità per un top team per vincere il Mondiale e quel Sebastian Vettel che sta dimostrando di avere delle qualità importanti, da futuro campione insomma. Ho tralasciato Hamilton non perchè non sia degno del blasone Ferrari, ma semplicemente perchè è utopico pensare che Dennis se lo lasci scappare dopo aver puntato forte su di lui facendo fuori addirittura un campione del mondo come Alonso. Tutto questo quadro sperando bene che quel Bolt lì non decida di cimentarsi in pista, ma questo per fortuna appare impossibile...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bolt ferrari raikkonen

permalink | inviato da i-free il 3/9/2008 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica estera
9 agosto 2008
Fosse solo la Cina...
 

Da mesi si parla tanto e giustamente delle contraddizioni cinesi, della totale mancanza di diritti umani, eppure qualcosa di strano accade nel mentre queste Olimpiadi hanno inizio. Della meravigliosa (scenograficamente) cerimonia d'apertura è stato detto da altri, l'unico punto che è apparso mal riuscito durante la cerimonia è stata la presenza e l'atteggiamento di un figurante. Uno di quei tanti seduti in tribuna autorità. Mentre il presidente del CIO inaugurava, con le raccomandazioni del caso in tema di doping e solito cerimoniale, mentre le squadre di tutti i Paesi sfilavano per quella che è la manifestazione sportiva universale e più importante, mentre tutto ciò avveniva, i vari "Potenti" erano ben svegli a salutare, incitare i propri portabandiera e squadre. Tra i più animati nei gesti, il presidente russo Putin, forse colui che più di tutti avrebbe dovuto mantenere un profilo basso e dimesso. Evidentemente perchè proprio mentre a Pechino si inaugurava un evento che nella storia ha sempre contraddistinto simbolicamente un momento di tregua e pace (anticamente tutti i conflitti in atto osservavano una tregua durante il periodo dei Giochi) le truppe Russe invadevano il territorio georgiano, entrando di fatto in guerra nella Repubblica Georgiana. Stride quel manifestare gioioso con la tragica gestione del conflitto georgiano. Forse sarebbe il caso che non concentriamo tutte le nostre attenzioni solamente sul regime di Hu Jintao, dovremmo allargare le vedute  e in ugual modo chiedere di risolvere le controversie interne ed internazionali in modo pacifico anche agli altri Potenti dei Paesi che prendono parte a questi Giochi. Invisibile è stato anche il colpo di Stato, l'ennesimo, che si è consumato in Mauritania. Non un servizio, non una condanna da parte dei TG. Paesi tra i più poveri al Mondo, un continente ormai da tempo abbandonato al proprio destino, la Mauritania, il Sudan come epicentri di guerre etniche e civili che causano oramai milioni di morti da decenni. Sarebbe bene parlare anche di questo, perchè se è vero che Beijing 2008 è un gran palcoscenico per fare pressioni sul regime cinese per ottenere qualche "contentino" in materia di libertà d'opinione specialmente, va anche ricordato che, terminati i Giochi, non saremo nell'Eden, e molti altri popoli, milioni di persone, vivranno o moriranno sotto le fauci di tiranni con i quali molti dei Potenti presenti all'inaugurazione di Pechino 2008 intrattengono rapporti commerciali sotto forma, specialmente, di vendita di armi.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani olimpiadi georgia inaugurazione

permalink | inviato da i-free il 9/8/2008 alle 22:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
27 luglio 2008
Cosa ci attende?
 

Vediamo di capirci qualcosa su cos'è attualmente l'Italia, dove si dirige e come vivono gli italiani. Punto primo, siamo in una crisi economica interna che è disarmante, potere d'acquisto dei salari ridotto all'osso, famiglie indebitate oltre ogni soglia di rischio, mancanza assoluta di veri interventi sull'economia, e per finire, soprattutto, la massima indifferenza e sfiducia del cittadino-elettore verso qualsivoglia questione politica, sociale. I media sempre meno capaci di essere quel cane da guardia del potere che dovrebbe controllare e riportare alla comunità i temi della vita politica per quello che sono, i fatti vengono sempre più di frequente ridotti a mero optional della notizia, coperti da commenti, appunti, puntualizzazioni dei vari personaggi loschi che fanno da "portavoce" di questo o quel partito, di questo o quel ministero. E' un'Italia in gran parte vecchia, arretrata e seduta che soffoca quelle forze migliori che sono i giovani talenti di ogni settore, costretti ad accettare ruoli sottopagati, o dequalificanti, quando non del tutto costretti all'esilio all'estero. Mi piace ricordare e prendere ad esempio personaggi giovani e dalle grandi capacità che sono certamente noti ai più e che dimostrano come, credendo nelle potenzialità, investendo su progetti positivi, si possa uscire da empasse produttive e crisi di qualsivoglia genere. Il caso Fiat è l'esempio lampante di quanto racconto, fino a qualche anno fa era una azienda più che in crisi, praticamente si parlava della (s)vendita ad altri illustri colossi del mondo dell'auto, poi il presidente Montezemolo ha messo un gruppo di management all'altezza (ex post) e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con l'ultima trimestrale che ha restituito dati sugli utili che sembrano mostruosi alla luce di quanto accaduto in precedenza. Giovani esperti e altri che hanno saputo affermarsi, come De Meo, certamente figura importante e di spinta per il nuovo corso Alfa, lo  stesso Marchionne, insomma, personaggi di peso, e valore. Lo spunto deve essere questo, la via da intraprendere deve necessariamente passare per idee e persone nuove, la classe politica stessa dovrebbe essere spazzata via per la qualità infima che è in grado di esprimere, siamo indietro in maniera imbarazzante rispetto al nuovo che avanza. Barack Obama ha radunato 200 mila e più persone a Berlino, estasiate e curiose quantomeno di sapere cosa aveva da dire. Mi chiedo, uno qualsiasi dei nostri politici sarebbe stato in grado di fare la stessa cosa, mi domando se sarebbe stato mai in grado di radunare anche solo 50 mila persone che lo ascoltassero, interessate dei suoi progetti, idee, piani per il futuro. Questo è il punto: non ci sono figure in grado di pensare al futuro, al più sono in grado di pensare alla giornata, vista anche l'età che li accompagna: gente vecchia e stanca, inutile per il futuro di un paese che deve svilupparsi e crescere in ogni direzione. Personaggi sorpassati dai tempi e al potere solo per questioni e affari personali, ma evidentemente, essendoci chi li elegge, evidentemente gran parte degli italiani sono la rappresentazione di quello che la classe politica riesce ad esprimere. Quindi un italiano stanco, vecchio, proiettato al passato anzichè al futuro e all'innovazione, chiuso dentro i suoi confini feudali e totalmente estraneo a quanto non lo riguarda in prima persona, insomma, la morte di una civiltà.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. informazione economia attualità crisi politica

permalink | inviato da i-free il 27/7/2008 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SPORT
21 luglio 2008
Disinformazione
 

Ma in Italia che gente c'è a fare le scalette dei TG? Personaggi che chiamiamo giornalisti ma che a me sembrano, piuttosto, gossippari. E' di questi giorni, purtroppo, la notizia della positività di Riccardo Riccò al Tour de France. Appresa la notizia dal TG delle ore 13.00, data come ultim'ora, cerco ulteriori informazioni su Studio Sport. Bene, i telegiornali si sono interessati del Tour,  del ciclismo in generale, solo perchè il fatto faceva "notizia". Niente di male, certamente, si fanno scelte e politiche editoriali che privilegiano un certo taglio piuttosto che un altro, però l'informazione è ben altra cosa. Fare sensazionalismo è la forma peggiore di rendere informazione, subito a suonare il solito copione DOPING-CICLISMO-PANTANI. Ecco, un siffatto sillogismo è quanto di più lontano dai Fatti. Primo: il fenomeno doping è, ahimè, una triste realtà dello sport professionistico. Interessa certamente il ciclismo, come anche il calcio (non dimentichiamo le inchieste del procuratore Guariniello), per restare tra gli sport più "noti". Il ciclismo ha fatto molto e continua a fare molto per combattere la sua lotta contro il doping, si è dotato di severi regolamenti, test, contromisure e pene: chi sbaglia, paga. Niente di più chiaro per condurre una lotta "effettiva". Il terzo punto, quello del sillogismo, cioè Pantani: è tristemente diventata opinione comune tra "l'uomo medio" che forma poi "il popolo medio", opinione instillata dai media generalisti e da riviste, anche sportive, pronte a trovare l'agnello sacrificale, che Marco Pantani fosse dopato in quanto trovato positivo a qualche controllo. Di qui il paragone della vicenda Riccò a quella del Pirata, e tutto tirato fuori ad arte per quel bisogno di notizia a sensazione che i nostri TG sono maestri nel creare. Marco Pantani, in tutti i controlli ai quali è stato sottoposto, non è mai stato trovato positivo. Persino nel giorno della squalifica dal Giro d'Italia del 1999, il controllo che lo estromise fu, col senno di poi, palesemente approssimativo nei metodi e nelle deduzioni. Ecco i FATTI. Il CONI lancia una campagna contro il doping ("Io non rischio la salute, ndr) che avrebbe controllato i corridori del Giro nel 1999, congiuntamente ai controlli dell'UCI (Unione Ciclistica Internazionale, ndr). I corridori si opposero fermamente ad essere sottoposti a due tipologie di controlli, di cui uno, peraltro, non regolamentato dalla federazione internazionale. Ebbene, il controllo CONI che escluse Pantani aveva come parametro necessario e sufficiente il controllo dell'ematocrito. Si disse, chi ha il valore superiore al 50% è necessario si fermi perchè potrebbero derivarne pericoli alla salute dell'atleta, ritenendo quel parametro sufficiente per indicare l'assunzione di EPO (eritropoietina,ndr). Pantani dovette abbandonare quel Giro che avrebbe vinto, e a fine anno il CONI si rese conto che quei controlli, così come erano stati condotti sino ad allora, non erano affidabili e non potevano dimostrare con certezza la positività all'EPO. Troppe erano le variabili, legate già al modo di prelievo del sangue, insufficienti i parametri per risalire ad una eventuale positività. Pantani venne escluso da un controllo che era tutt'altro che attendibile e, comunque, non idoneo ex post a dimostrare una assunzione di sostanze dopanti. L'irregolarità riguardo anche le modalità del prelievo, i valori risultarono, a distanza di poche ore, essere totalmente difformi da quelli del prelievo della mattina del 5 giugno 1999: un laboratorio accreditato ad effettuare tali rilievi dall'UCI rilevò un dato di 46, contro il 52 della mattina. Quindi, fatti alla mano, non ci sono controlli che dimostrino l'assunzione di sostanze dopanti da parte di Marco Pantani. Il medico che eseguì l'autopsia sul corpo del Pirata, dopo la sua tragica morte, affermò che dall'analisi del midollo osseo non emersero segni di assunzione di EPO, sostanza che sarebbe stata certamente rilevata se fosse stata assunta poichè "resiste" nel tempo, quantomeno i suoi segni. Il caso Riccò è purtroppo un ennesimo colpo al ciclismo, senza dimenticare, tuttavia, che il diritto alla difesa, alle controanalisi, alle spiegazioni non deve essere mai negato ad alcuno. Furono proprio i media a stritolare Pantani e condurre alla sua morte, adesso sembra si voglia ripetere tristemente la stessa vicenda, distruggendo la carriera e la vita di un corridore senza attendere nemmeno per un istante cosa ha da dire. Ovviamente, terminata l'onda lunga del clamore mediatico non frega men che zero a nessuno delle belle imprese del Tour. Domenica, l'arrivo in Italia a Pratonevoso non è stato nemmeno accennato da quel TG5 che, prontamente, aveva invece dato la notizia dell'esclusione di Riccò per positività. Che tristezza di informazione e, soprattutto, che tristezza di giornalisti.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. doping riccò tour pantani informazione

permalink | inviato da i-free il 21/7/2008 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 3946 volte